El Tolmo de Minateda – Lietor – Ayna

Data: 30 gennaio 2022

Luogo di partenza: El Tolmo de Minateda

Luoghi intermedi: Isso, Lietor

Luogo di arrivo: Ayna

Km percorsi: Km 87

Way points: iscrizioni rupestri: N 38 27.912 W 1 36.806

El Tolmo de Minateda: N 38 28.573 W 1 36.352

Ponte de Isso: N 38 28.176 1 46.960

Cascata artificiale: N 38 30.319 W 1 51.462

Lietor: N 38 32.499 W 1 57.198

sosta notte (Ayna): N 38 33.163 W2 04.381

Resoconto

Parcheggiati fuori dal portone del Tolmo de Minateda, alle 10,30, eravamo pronti per iniziare la visita archeologica insieme ad un’altra decina di persone.

Un ragazzo, che si è dimostrato una fantastica ed appassionata guida, ci ha condotto lungo il percorso archeologico presente in questo sito ed è riuscito nell’intento, quasi impossibile, di rendere molto interessanti, i reperti che Davide è solito denominare “quattro sassi vecchi”.

In effetti, la passione, l’enfasi e ed il modo di spiegare, di questa guida, in uno spagnolo comprensibilissimo , ha reso possibile a noi profani, la comprensione della storia di questo luogo, conducendo i per circa due ore in giro per l’area di El Tolmo.

Siamo riusciti ad apprendere che, in questo luogo, sin dai tempi dell’età del bronzo, esisteva un insediamento; occupato successivamente anche nell’era iberica è poi stato ampliato nell’era romana, periodo del quale rimane traccia in alcuni macigni presenti in una delle tre cinte murarie ( cinta iberica, romana e visigota).

A dir il vero, le pietre originali con le iscrizioni riportanti il nome di Cesare Augusto, sono custodite nel museo archeologico di Albacete mentre qui, sono state sostituite da copie, per evitarne il deterioramento.

Tali pietre dell’epoca romana, sono poi state riutilizzate dai visigoti quando scacciarono i precedenti occupanti e costruirono un nuovo muro, sempre a scopo difensivo, dell’unica parte della città che risultava vulnerabile.

Gli scavi di El Tolmo sono iniziati dopo il terremoto di Lisbona a fine 1700 , quando emersero alcune tracce dei reperti, ma senza interessanti scoperte.

Solo in seguito, ad opera di un francese alla fine degli anni venti del secolo scorso, che era venuto a vedere le iscrizioni rupestri che si trovano sulla montagna di fronte, si incominciò a dimostrare interesse per l’area archeologica. Comunque, l’effettiva scoperta dell’importanza del sito, avvenne solo nel 1989 quando si scoprirono le pietre con l’iscrizione romana dopo che, una alluvione, le fece emergere.

Oltre alle mura di cinta protettive appartenute ai tre differenti momenti storici, incuriosisce molto la strada di pietra che porta all’interno della città, con i solchi ben marcati dei carri.

Questa strada, in pietra morbida, quando si rovinava talmente tanto che i carri spanciavano, veniva livellata affettandone uno strato così da pareggiarla nuovamente.

Si possono notare almeno tre differenti livellamenti della pietra che risulta più bassa rispetto al livello della città.

Una chiesa con una vasca che fungeva da battesimale ed un foro, sono altri elementi del sito archeologico ma, nei prossimi anni, probabilmente, emergeranno nuove testimoniante poichè, ad oggi, solo il 7 % dell’area è stato scavato.

Terminata la visita del Tolmo, siamo andati a dare una occhiata alle pitture rupestri.

Lasciato HungryWheels in uno spiazzo, abbiamo proseguito a piedi salendo gradini scavati nella roccia fino ad arrivare al livello della grotta, sotto la quale ci sono centinaia di disegni di animali, sia in color rosso che nero. Una cancellata è stata posta davanti alle pitture per evitare vandalismi ma, permettere comunque a tutti, di ammirarle.

Dopo il pranzo, ci siamo spostati a Lietor, una piccola cittadina che offre alcuni spunti per una visita.

La cosa migliore è prendere parte ad una visita guidata organizzata dall’ufficio del turismo per €5 a persona ma, occorre prenotare.

Al nostro arrivo, l’ufficio era chiuso e quindi ci siamo limitati a dare una occhiata ad i punti di interesse aperti.

Fra questi, i mirador disseminati in diversi angoli del paese; Il lavatoio che siamo riusciti ad intravedere attraverso una finestra aperta, la Plaza Mayor con un palazzo ed una fontana decorata da ceramiche dipinte ed il convento di Belen che abbiamo apprezzato solo dall’esterno.

Con la visita organizzata avremmo potuto vedere l’interno di altre chiese e del lavatoio e avremmo goduto delle spiegazioni di una guida.

Per la ricerca della sosta notte, ci siamo spinti una ventina di chilometri più avanti, fino al villaggio di Ayna poichè, lungo il viaggio, non abbiamo incontrato luoghi in piano adatti ad ospitarci.

Giunti ad Ayna abbiamo superato il mirador del Diablo e, percorse tutte le curve ed i tornanti che ci separano dal centro storico, abbiamo proseguito sulla strada principale, fino ad uscire dal villaggio per poi compiere una inversione ad U, in un sentiero in terra battuta, e ritornare indietro verso il paese, seguendo il Rio Mundo, fino a raggiungere il parcheggio che si trova sotto il centro storico.

A piedi, una scala , permette di salire fino al centro del paese che si sviluppa su più livelli.

Rimandiamo la visita a domani e ci limitiamo ad apprezzare una madonnina illuminata, posta sul cuccuzzolo di una roccia, proprio sopra il parcheggio, di fronte al villaggio.

Luoghi di interesse: El Tolmo de Minateda: visita archeologica, pitture rupestri. Isso: ponte romano, cascata artificiale. Lietor: Plaza mayor, convento di Belen , mirador, lavatoio.

Tipo di sosta: nel parcheggio di Ayna sulla strada bassa del barese alla quale si accede con svolta a gomito dalla strada principale , fuori dal centro urbano. La strada è stretta per noi ma ci si passa al pelo. Il parcheggio permette le manovre . No servizi 2 c’è una scala che porta al centro del paese.

Note:

El Tolmo de Minateda
El Tolmo de Minateda
El Tolmo de Minateda. Strada
El Tolmo de Minateda. Macigni
El Tolmo de Minateda. Chiesa
Minateda.iscrizioni rupestri
Minateda.iscrizioni rupestri
Lietor . Lavatoio
Lietor. Plaza Mayor. Fontana con ceramiche
Lietor
Cascata Lietor
Lietor. Zona del lavatoio
Ayna . Madonnina illuminata

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