La ruta de la Arquitectura Negra

Data: 18 – 20 gennaio 2022

Luogo di partenza: Cantalayos

Luoghi intermedi: Galve de Sorbe, Valverde de Los Arroyos, Almiruete, Tamayon

Luogo di arrivo: Diga de El Vado

Km percorsi: Km 78 + 41 + 105

Way points: Valverde de Los arrayos: N 41 07.823 W3 14.020

Almiruete: N 41 02.818 W3 13.415

Sosta pranzo: N 41 01.505 W 3 13.787

Tamayon: N 41 00.128 W3 14.835

Ciudad encantada: N 41 00.752 W 3 15.149

Diga de El Vado: N 41 00.130 W 3 17.678

sosta notte (diga de El Vado): N 40 59.568 W 3 17.586

El Campillejo/acqua: N 41 03.775 W 3 17.294

El Espinar: N 41 04.275 W3 18.349

Campiello de Ranas: N 41 05.238 W 3 18.637

Mayaelrayo: N41 06.545 W 3 18.229

Cascata: N 41 07.639 W 3 19.444

Sosta notte (montagna): N 41 12.078 W 3 17.616

Roblelacasa: N41 04.472 W 3 19.588

Ponte : N 41 04.478 W 3 21.235

Cardozo de la Sierra: N 41 05.957 W 3 27.752

Sosta notte (diga pinilla): N 40 55.225 W 3 49.023

Resoconto

Proseguiamo l’itinerario seguendo i depliant.

In queste giornate, ci muoveremo percorrendo la Ruta de la Arquitectura Negra, paesini caratterizzati da costruzioni in pietra scura, tipica di queste montagne.

Ripartiti da Cantalayos, abbiamo ripercorso, a ritroso, alcuni chilometri, raggiungendo Galve de Sorbe, dove ci siamo diretti a sud, passando da la Huerce fino a giungere fino a Umbralejo.

Superato questo piccolo paese, abbiamo preso la strada verso ovest, in direzione Valverde de los Arroyos , che ben rappresenta, con le sue case tipiche, l’architettura negra.

Dopo una breve passeggiata nel paese semi deserto, siamo ripartiti passando da Palancares ed Almiruete, in un territorio ricco di boschi di quercia, fino a raggiungere Tamajon , dove si incontra, il palazzo de los Mendoza; fuori dal centro del paese, si visita l’Ermita de Ntra. Sra. De los Enebrales, una chiesetta dove è possibile ammirare, attraverso una grata, la madonnina e alcune pitture murali.

Per i devoti, è possibile accendere dei ceri, mettendo il tributo in una cassetta ed accendendo la candela prescelta. Noi, abbiamo preferito portare un piccolo cero con il simbolo della madonnina, nel truck, in ricordo della visita .

Per raggiungere questa chiesetta, usciti dal borgo antico, si attraversa un paesaggio denominato Ciudad Encantada, dove le rocce hanno assunto forme particolari dopo secoli di erosione dovuta agli agenti atmosferici.

A piedi, abbiamo esplorato l’area, scattando foto in grotte o sotto massi dalle forme particolari.

Molti sono i sentieri intorno a questa zona ma, noi, dobbiamo procedere con il tour.

Lasciata questa località paesaggisticamente molto intrigante, procediamo verso la diga de El Vado.

Siamo sempre incuriositi dal visitare le dighe poichè , solitamente, ci riservano un ambiente naturale dove è piacevole sostare per la notte.

Imboccata la strada sterrata verso L’ Embalse, percorriamo una dozzina di chilometri in mezzo al bosco, in discesa, fino a raggiungere la diga .

In questo caso, non è possibile sostare alla base della diga poichè il terreno è molto pendente.

Proseguiamo di qualche chilometro oltre ma, la sera sta sopraggiungendo e decidiamo di fermarci a lato strada , in un campo, per evitare di guidare con il buio.

Il giorno seguente , per ritornare indietro in salita, Davide sceglie una strada alternativa più corta ma sterrata, con grossi solchi, adatta solo ai fuoristrada.

Una volta giunti al punto di inizio della deviazione per la diga, proseguiamo il nostro itinerario verso i paesi di Campillejo , dove ci fermiamo per far rifornimento di acqua presso una fontana lungo il percorso, ed El Espinar dove è possibile ammirare altri esempi di architettura negra.

La sosta successiva è per la visita del paesino di Campillo de Ranas. In questo villaggio del quale percorriamo a piedi le stradine incorniciate da case di pietra scura, ammiriamo la chiesa di Santa Maria Maddalena in una piazzetta, dove si trova anche una bella meridiana.

Procedendo su una deviazione di 4 chilometri, si raggiunge il villaggio di Majaelrayo da dove partono i sentieri per la visita del Pico Ocejon , la montagna più alta della zona.

A qualche chilometro di distanza, si trova la piccola cascata di Arroyo de la Matilla, visibile dalla strada.

Scegliendo una strada sterrata che ci incuriosiva, saliamo sul picco di una montagna dalla quale si gode un panorama incredibile e ci fermiamo per la notte.

Continuando il tour, il giorno seguente, scendiamo dalla montagna per raggiungere il villaggio di Roblelacasa, una zona ricca di alberi di quercia.

Camminando fra le case, cominciamo a chiacchierare con una signora che si è sporta dalla sua finestra per vedere chi erano gli sconosciuti che vagavano nei dintorni e, acquistiamo da lei, un chilo di miele di quercia (roble), albero che da il nome al paese.

Da questo villaggio, che si trova nella valle del Arroyo del Soto, è possibile, con una lunga passeggiata, raggiungere la spettacolare cascata di Aljibe .

Da Roblelacasa, parte una strada asfaltata a curve e tornanti, abbastanza impegnativa per il truck, che giunge fino a El Cardoso de la Sierra.

Lungo il tragitto passiamo su un bel ponte dove ci fermiamo a riprendere fiato (ogni tornante trattenevamo il fiato!) e a fare riprese con il drone del paesaggio circostante molto singolare, con rocce verdi di muschio.

Superato Cardoso, dove possiamo ammirare il Macizo del pico del Lobo-Cebollera, la montagna più alta de la Sierra de Ayllon, all’interno della Parco Naturale de la Sierra morte de Guadalajara, passiamo non lontano da la diga di Atzar che ci sarebbe piaciuto circumnavigare e dal paese di Buitrago de Lozoya che, scopriremo solo in seguito essere molto interessante, per la sua muraglia e castello.

Invece, raggiungiamo la diga di Pinilla alla quale non riusciamo ad accedere seguendo le strade asfaltate e ci accontentiamo di accamparci non lontano, presso il parcheggio di un ristorante, al momento, chiuso.

Luoghi di interesse: Valverde de Los arrayos: paese tutto in roccia e architettura negra. Tamayon: chiesa e Ayuntamiento, Ciudad Encantada (rocce modellate), ermita de Los enebrales. Diga de El Vado. Campillejo – El Espinar: architettura negra. Campiello de ranas: chiesa Santa Maria Maddalena con torre ed orologio solare, sentieri. Mayaelrayo: sentieri, architettura negra, cascata de la matilla (a 2,5 km). Sosta notte in montagna per panorama. Roblelacasa : esempi di architettura negra. Strada panoramica con ponte fino a Cardoso de la Sierra.

Tipo di sosta: (diga)oltre la diga, selvaggia su campo tagliato no servizi lago strada 3

(Sosta notte montagna): Selvaggi sulla cima del monte no servizi panorama 4.

(Sosta notte diga pinilla): selvaggi in parcheggio ristorante 2

Note: alla diga non c’è possibilità di sosta notte in piano. Non vale la pena la strada. Lo sterrato per arrivare alla sosta notte in montagna è percorribile anche in auto. Presso Campillejo possibilità rifornimento acqua alla fontana lungo la strada. La strada dopo il ponte in direzione Cardoso de la Sierra è con tornanti e forti dislivelli ed è chiusa in caso di neve o ghiaccio.

Dopo Cardoso de la Sierra si può proseguire fino a Buitrago de Lozoya (muraglia) e fare il giro della diga Atzar (guarda percorsi in internet).

Esempio architettura negra
Materiali per architettura negra
Valverde de los arroyos. Esempio architettura negra
Valverde de los arroyos. Piazza
Iglesia de la Asunción. Tamayon
Ciudad Encantada. Tamayon
Tamayon. Ciudad Encantada
Tamayon. Ciudad Encantada
Tamayon. Ermita de Ntra Sra de los Enebrales
Tamayon. Interno della chiesa de N.tra Sra de los enebrales
Tamayon. Interno della chiesa de N.tra Sra de los enebrales
Tramonto sulle montagne.
Discesa alla diga
Campillejo. Rifornimento acqua
Campillo de Ranas
Campillo de Ranas. Meridiana
Campillo de Ranas
Mejaelrayo
Cascata de Arroyo de la Matilla
Roblelacasa . Particolare architettura negra
Roblelacasa. Architettura Negra
Roblelacasa. Casa su roccia
Ponte su strada con tornanti Roblelacasa- El Cardoso
Roblelacasa- El Cardoso de la Sierra . Strada con tornanti

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