Alvito – Beja – Serpa – Mina de São Domingo – embalse de chanza

Data: 24 luglio 2020

Luogo di partenza: Barragem do Alvito

Luoghi intermedi: Beja, Serpa, Mina de São Domingo

Luogo di arrivo: Embalse de chanza

Km percorsi: Km 132

Way points: Beja: N38 01.325 W7 52.499

Serpa: N 37 56.815 W7 35.760

Mina: N37 40.181 W7 29.775

sosta notte (lago):N 37 36.469 W7 30.299

Resoconto

In questi giorni, di alte temperature, durante i quali ci spostiamo molto, preferiamo lasciare i cani nel Truck con l’aria condizionata, piuttosto che costringerli a passeggiare sotto il caldo afoso.

La sera, ad ogni modo, proviamo sempre a cercare una location, presso i laghi che sono molto frequenti in questa parte centrale dell’Alentejo.

Al mattino, solitamente, odino prima di fare colazione, approfitta per un bel bagno rinfrescante.

Nikita e Queen, il più delle volte, rimandano alla sera l’opportunità di una breve nuotata.

Anche questa mattina, odino non ha disdegnato l’opportunità di tuffarsi in acqua mentre le altre due pelose si abbuffavano della loro pappa, ingorde.

Dopo aver fatto colazione anche noi umani, ci siamo messi in moto per il tour di oggi.

Prima tappa prevista: Beja.

Questa cittadina rappresenta il principale centro urbano del basso alentejo.

Ha un centro storico racchiuso fra le mura e luoghi molto interessanti da visitare, uno vicino all’altro.

Il castello risalente al XIII secolo su fondamenta di epoca romana, offre l’opportunità di confrontarsi con un nuovo metodo architettonico che vedeva la torre del managem diventare parte integrante della mura difensive della città.

Purtroppo la Torre, al momento, non è visitabile.

All’interno del castello si può invece visitare, il museo di Jorge Vieira, , un artista portoghese che donò le sue opere alla città.

Si tratta di sculture di animali monumentali tondeggianti che fanno pensare a dei mostri.

Un altro centro di interesse della città, che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso, è stata la piazza da Repubblica. In questa piazza, rinnovata di recente, si affaccia la chiesa della misericordia, un edificio con un porticato massiccio, che inizialmente era stato pensato come un mercato per le carni.

Una volta edificato, il re decise che era troppo bello per questo uso, e lo donò alla Chiesa.

Oggi ha ripreso in parte la sua prima destinazione, ospitando una collezione di 50 artisti artigiani che qui, mettono in vendita le loro opere.

Proseguendo nella nostra perlustrazione di Beja , giungiamo al convento della nostra signora da concezione, un luogo romantico, molto bello, al quale si accede acquistando il biglietto. Il costo di due euro è perfettamente giustificato dalla bellezza del convento e della sua Chiesa.

Fondato nel 1459, questo convento francescano, fu teatro della storia d’amore tra una monaca e un militare, che ispirò il celebre romanzo epistolare “lettere di una monaca portoghese”.

I suoi interni sono meravigliosi e molto ricchi; spiccano, fra tutti, la cappella rococò, con modanature in legno dorato del XVII e XVIII secolo.

Purtroppo, dato il periodo, altri centri di interesse erano chiusi e non abbiamo potuto visitare per esempio, la Santa casa da misericordia, un vecchio ospedale molto interessante poiché aperto agli inizi del 400, dove ancora oggi è possibile dare un’occhiata alla vecchia farmacia, conservata come una reliquia del passato.

Allo stesso modo, non abbiamo potuto visitare il museo visigoto che si trova all’interno della ex chiesa di Santo Amaro di cui alcune parti, risalgono all’inizio del VI secolo, quando era appunto una chiesa visigota;

ciò significa che questo, è uno degli edifici più antichi del Portogallo sopravvissuti fino ad oggi.

Diversamente, è stata una nostra scelta quella di non visitare il centro di archeologia e arte, un museo che ospita straordinari reperti archeologici rinvenuti nella città negli ultimi anni.

In questo museo, si possono ammirare alcuni oggetti dell’antica epoca romana o risalenti fino all’epoca del Ferro.

Tornati su HungryWheels per mangiare qualcosa, abbiamo invece optato per pranzare presso il ristorante “a pelo dell’acqua” , e assaggiare due piatti regionali a base di carne di maiale.

Il locale è un luogo molto carino che offre tavoli sia all’interno che all’esterno, su una terrazza con una magnifica Fontana con cascata che crea un muro di acqua e regala ai conviviali, una piacevole frescura anche se il rumore dell’acqua che cade dall’alto nella vasca sottostante è eccessivo se uno desidera conversare.

Dopo il pranzo, ci siamo rimessi in viaggio verso Serpa, distante una ventina di chilometri.

Questa località e nota proprio per la sua buona tavola e il prodotto tipico del posto è il “formaggio serpa”, un formaggio preparato con latte di pecora e caglio, che si trova in tutti gli spacci e i caseifici presenti nella zona.

Il formaggio, ad ogni modo, non è l’unico motivo che invita i turisti a venire a conoscere la città.

Dai bastioni dell’imponente castello trecentesco, si può infatti ammirare un ampio panorama che abbraccia tutta la pianura e il bellissimo acquedotto. Il museo etnografico dove vengono esposti oggetti tipici dell’agricoltura dell’alentejo e il museo dell’orologio, con una vasta ed incredibile collezione di orologi, completano il quadro dei luoghi di interesse della città che noi però, non siamo riusciti a visitare, in quanto chiusi.

Ovviamente, non abbiamo però perso l’occasione, di acquistare due tomi di formaggio.

Tornati ancora una volta sul camion, ci siamo diretti verso la cittadina fantasma di Mina di Sao Domingo, piena di piccole e desolate casette di minatori e di ciò che rimane della vecchia miniera chiusa negli anni 60 ma rimasta in attività per oltre 150 anni.

Questa miniera che è stata interessata da scavi sin dall’epoca dei romani, emana un fascino particolare. Mentre ci si aggira fra i suoi uffici abbandonati ed i macchinari in rovina , si rimane affascinati dalle pareti rocciose che circondano il villaggio e riflettono sfumature di diversi colori che variano fra l’ocra, il rosso intenso ed il blu scuro. Il pozzo principale e colmo di acqua dall’innaturale colore blu scuro, striata, non si sa bene di quali sostanze, ma in ogni caso tossiche.

Altre pozze d’acqua, riscontrabili in tutta l’area, hanno colorazioni diverse, sicuramente influenzate dalla presenza di zolfo e di ferro.

Abbandonato anche noi questo luogo dal fascino spettrale, ci mettiamo in cammino verso la sosta notte.

Identifichiamo su google map, una striscia di terra che si estende sul lago, e giunti al paese di Santana de Cambas, proviamo ad attraversarlo, rimanendo bloccati.

Occorre aggirare il paese grazie ad una strada sterrata per raggiungere il luogo che abbiamo deciso essere la nostra sosta notturna.

Percorsa un po’ di strada, ci siamo resi conto che non c’è un vero e proprio piazzo in piano.

Ci accontentiamo quindi di parcheggiare a pochi metri dall’acqua, utilizzando i grossi sassi, presenti ovunque, per livellare Hungry Wheels.

Come nelle precedenti soste sui laghi, anche in questa, ci troviamo in un luogo estremamente aspro e selvaggio. Il terreno è roccioso sotto le ruote del camion ed il paesaggio è punteggiato di alberi di sughero ed erbacce arse dal sole, che regalano una colorazione ocra spento a tutto il territorio.

Il caldo si fa sentire ma, essendo vicini all’ora del tramonto, una brezza rinfrescante ci fa presagire che avremo una notte gradevole.

Visitare le città sotto il sole, nelle ore più calde, camminare per chilometri lungo le vie lastricate, o polverose, come nel caso della miniera, mette a dura prova la nostra resistenza fisica.

Oggi, sudata ed impolverata, al mio arrivo a pochi metri dall’acqua, non ho saputo resistere: appena scesa dal truck, dopo aver preso nota come sempre, dei wp e tracce della giornata, in questo diario, mi sono tuffata nel lago, trascinando con me Queen che ansimava per la calura.

Quale refrigerio, quale immediato beneficio! E’ bastato un tuffo a cancellare il nervosismo dovuto alla stanchezza, al caldo e alla polvere.

Abbiamo cenato al calar della luce, un po’ più tardi rispetto al solito e, dovendo lasciare le finestre aperte, per non far entrare gli insetti, abbiamo lasciato perdere la Tv.

Ci siamo deliziati nell’osservare le stelle che qui, senza inquinamento atmosferico, brillano in tutto il loro splendore.

Non siamo grandi esperti di astronomia ma, senza problemi riusciamo ad identificare la via lattea e alcune delle figure studiate sui libri, come il carro minore e maggiore.

Il vento si e’ fermato e l’acqua del lago è immobile: come se fosse uno specchio, la superficie riflette le stelle mentre la luce fioca della luna ci permette di identificare i contorni ondeggianti delle collinette, al di là della nostra posizione.

Le stelle riflesse nell’acqua, appaiono come lucciole nella notte e l’emozione che ci pervade nell’ammirare questo paesaggio, che ci avvolge facendoci sentire parte integrante dello stesso, è indescrivibile.

Il silenzio è totale; nulla disturba questa atmosfera delicata, se non il suono del nostro respiro.

Vorremmo fotografare questo momento per far sì che non svanisca, ma non ci è possibile.

Imprimiamo nel nostro ricordo questa meravigliosa sensazione, questo attimo di totale serenità, che porteremo con noi quando saremo lontani del Portogallo.

Luoghi di interesse: Beja:

Tipo di sosta: selvaggia lato lago no servizi storti3

Note: per arrivare al lago occorre girare fuori dal paese di Santana de Cambas , perché mezzi lunghi non passano.

Beja. Torre del castello
Beja. Torre e museo mostra nel castello
Beja. Museo del castello. Statua di artista portoghese
Beja. Chiesa della Misericordia
Beja. Chiesa misericordia bazar
Beja. Interno della cappella del convento nossa Senhora della conceptione
Beja.convento
Mina do Sao Domingo.
Mina do Sao Domingo
Embalse de chanza. Sosta notte

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