Cadiz – Jerez de la Frontera

Data: 25 – 27 dicembre 2019

Luogo di partenza: Cadiz

Luoghi intermedi:

Luogo di arrivo: Jerez de la Frontera (sosta)

Km percorsi: Km 42

Spesa giornaliera: € 3,00+ 69,00

Way points: sosta notte (Jerez): N36 41.768 W6 08.082

Resoconto

Giunti a Jerez de la Frontera , abbiamo cercato una sistemazione gratuita nella zona della scuola di equitazione. Ci sono un paio di parcheggi dove la sosta dei camper è tollerata e noi, ci siamo fermati in quello più piccolo, a circa 500 mt dalla scuola.

Il giorno di Natale era tutto chiuso e quindi non abbiamo fatto altro che passeggiare con i cani fino al parchetto limitrofo e andare a verificare gli orari di apertura del museo delle carrozze, incluso nel costo del biglietto per lo show equestre, prenotato online.

Il 26 mattina alle 10 , orario di apertura del museo, abbiamo avuto modo di osservare diverse carrozze e paramenti per cavalli esposti nel museo, con i quali vengono adornati gli equini in occasione delle diverse manifestazioni.

Oltre alla sala museale, in questo stabile, vi sono alcune stalle e una zona di preparazione dei cavalli per gli esercizi mattutini.

È possibile girare liberamente fra i box e accarezzare gli animali mentre gli “addetti ai lavori” si prendono cura di loro sin dalle 5 della mattina, come ben esposto in un documentario proiettato nella sala principale.

Usciti da questo stabile, dopo circa un’ora, ci siamo recati poco distante, nella tenuta che ospita la vera e propria scuola equestre, una delle quattro più rinomate al mondo.

Stalle, paddock, campo coperto e aperto e un altro museo sono tutti a disposizione per la visita dei turisti, mentre alcuni fantini montano i cavalli e si preparano per lo show che si tiene tutti i giorni alle ore 12 in un padiglione coperto con gli spalti, dove il pubblico può apprezzare la bellezza e l’abilità di questi magnifici animali.

Noi avevamo acquistato i biglietti più cari , nella seconda fila in curva, vicino alla zona riservata ai reali ma, devo dire, che da ogni postazione si può vedere bene lo spettacolo poiché gli esercizi vengono ripetuti da più fantini nelle varie zone del coperto.

Lo spettacolo dura circa un’ora e mezza durante la quale i cavalli “danzano”, eseguendo passi e salti tipici della disciplina classica spagnola, che merita di essere conosciuta, se si è appassionati di cavalli.

Terminato lo spettacolo, siamo tornati sul truck e, dopo aver pranzato, abbiamo deciso di proseguire le nostre esperienze in Jerez, con la visita delle 16 alla bodega di vini più antica e famosa della città : la Gonzales Byass, produttrice del vino Tio Pepe.

Al botteghino, abbiamo optato per il biglietto con quattro degustazioni e le tapas, perché bere a stomaco vuoto, non ci sembrava una buona idea.

Un trenino conduce i turisti in giro per la Bodega mentre, la guida, illustra le origini dell’azienda.

Segue la visita della cantina e la spiegazione di come si ottengono questi vini con la visione di un documentario, proiettato nelle cantine.

Si continua la visita, che dura circa una ora e mezza, passeggiando per le vie della città che sono state annesse alla fabbrica ed infine, ci si siede in una sala degustazione, dove vengono proposti i vari tipi di vini prodotti dalla casa.

Chi ha acquistato il biglietto più economico, ha potuto provare solo un vino, il più famoso Tio Pepe, mentre noi, abbiamo degustato quattro diversi bicchieri e mangiato qualche pezzettino di formaggio e salame per non ubriacarci!.

A differenza di altre degustazioni, non siamo rimasti colpiti da questo tipo di vini e quindi non abbiamo comprato nulla.

Non sbronzi, ma leggermente alticci, una volta usciti dalle fabbriche Gonzales Byass, abbiamo passeggiato nelle vie del centro che si erano animate di persone che, rumorose, affollavano ogni angolo di strada .

Dopo aver passeggiato per una mezz’ora, siamo ritornati con il quad al camper.

Il giorno seguente, il 27 dicembre nella mattinata, ci siamo dedicati ai pelosi e poi siamo tornati con il quad a fare un giro in centro, osservando, dall’esterno, l’alcazar e la zona del Barrio de Santiago, il quartiere andaluso.

Scegliamo di non andare a vedere spettacoli di flamenco, anche se Jerez è proprio la “culla” di queste esibizioni.

Alla sera invece che cucinare, optiamo per andare a mangiare la pizza in un ristorante italiano affollatissimo, vicino al nostro parcheggio ,ma rimaniamo un po’ delusi da quello che ci viene servito .

Scopriamo che il nostro amico Max si trova a Rota, una località marittima non troppo distante da noi e, decidiamo di raggiungerlo il giorno seguente, per un saluto.

Luoghi di interesse: Jerez scuola equestre, botega de sherry Gonzales Byass

Reperibilita’ servizi (bar, ristoranti, camping): Sosta selvaggia in parcheggio custodito al mattino no servizi 1

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