Sosta a Tarragona, festa di Santa Tecla

Data:15 – 20 settembre 2019

Luogo di partenza: Sosta a Tarragona

Luoghi intermedi:

Luogo di arrivo:

Km percorsi: Km –

Spesa giornaliera: € 26,20 + 4,00 + 176,40 + 7,00

Way points:sosta notte (Tarragona playa llarga): N 41 07,753 E 1 18,097

Resoconto

Riunisco il resoconto delle giornate che vanno dal 15 fino al 20 di settembre in quanto tutte, hanno il comune denominatore della presenza del nostro amico Bernie e delle mattinate in spiaggia, trascorse insieme a godere del sole e di un mare meraviglioso con acqua limpida e ancora piacevolmente calda.

Infatti , tutte le mattine, dopo aver fatto colazione, mentre Davide rimaneva presso il truck, comodamente parcheggiato a lato della playa llarga, io mi sono recata a trovare il nostro amico, che ha alloggiato al camping Las Palmeras, in un bungalow direttamente sulla spiaggia. Sempre insieme a lui, abbiamo pranzato in questi giorni, tornando sul truck dove ho sempre preparato pietanze differenti, veloci da realizzare ma gustose . Ogni giornata però, è stata caratterizzata da una diversa attività pomeridiana o serale che , ha visto unirsi a noi, Gaieta’ e Nuria, gli amici residenti a Tarragona, che ci hanno fatto da guida, con estrema simpatia e cordialità.

A partire da domenica 15 infatti, ci siamo recati in piazza del municipio a Tarragona, per assistere alla manifestazione dei castelli umani, durante la quale, migliaia di spettatori , indigeni e turisti, si radunano in questo luogo ad applaudire atleti di tutte le età e ceti sociali che , animati da un forte senso della tradizione, creano delle pigne umane , montandosi sulle spalle, uno degli altri, al fine di costruire veri e propri “castelli umani” , alternando le figure e le persone che costituiscono ogni piano della pigna.

Uno spettacolo incredibile che vede l’esibizione dei componenti delle quattro scuole di Tarragona e di tutta la Catalogna, vestiti con camice dai colori che rappresentano la loro fazione.

Circa tre ore di spettacolo, da mezzo giorno circa, che vede un continuo di torri umane costruirsi e smontarsi nel giro di qualche minuto, fatto salvo le cadute di quelli che, per svariati motivi, non riescono a terminare l’esercizio come previsto. La cosa più incredibile, è vedere come ogni persona conosce esattamente il posto dove mettersi e come , camminando sopra le spalle di chi sta sotto, altre persone creano i piani superiori del castello che vede in cima, sempre bambini di giovanissima età .

Lunedì 16, Nuria e suo marito, ci hanno condotto al porto; questa area, si divide in una zona di peschereccio ed in quella lussuosa, per le mega imbarcazioni, dove siamo rimasti abbagliati dalla maestosa eleganza di una barca a vela che si chiama Athena e della mostruosità delle dimensioni di un paio di “ città galleggiati” dalla lunghezza superiore ai 50 metri, appartenenti a qualche emiro del Katar ( il porto è stato dato in concessione proprio a loro). Dopo aver camminato lungo la banchina dove si trovano un museo e le modeste abitazioni che furono dei pescatori, abbiamo proseguito il tour con una passeggiata in centro, nella zona antica della città e sulla rambla che termina con un balcone che si affaccia sul mare.

Un giro di tapas ha placato la fame di tutti i partecipanti alla serata.

Il giorno seguente, martedì 17, trascorso come sempre in spiaggia, ha visto per la serata, un fantastico aperitivo a base di formaggi e vino, a casa dei nostri amici; la tavola in terrazza , apparecchiata con cura , come Nuria sa fare, proponeva tantissimi assaggi di formaggi, salumi, olive, frutta e composte, per deliziare i palati. Anche se ci sarebbe stato da fare un salto in centro per assistere a qualche spettacolo proposto in questa settimana per la festa della Patrona, Bernie era troppo stanco e quindi abbiamo preferito tutti tornare alle nostre dimore, satolli dell’ottimo cibo degustato.

Mercoledì 18, il sole, il mare, la spiaggia ci hanno visto sempre presenti ma, alle 16, i nostri amici tarragonesi ci hanno portato a fare una gita fuori porta, al Priorat, una zona Montana alle spalle della città, ad una quarantina di chilometri da quest’ultima, per degustare vini presso una cantina della zona.

Qui, le innumerevoli cantine, quasi tutte a livello familiare e di piccole dimensioni, producono vino ancora con la raccolta a mano e seguendo un iter attento alla tradizione e alla qualità, senza aggiunta di additivi di alcun tipo. La struttura dei vigneti che si inerpicano sul dorso della montagna, impedisce la produzione di massa con macchinari , pertanto le cantine necessitano di lavoranti che raccolgano l’uva senza ausilio di tecnologie e macchinari. La gentile proprietaria della cantina che abbiamo visitato , insieme a suo marito, ci hanno prima spiegato il metodo di produzione e poi ci hanno fatto assaggiare cinque dei loro vini, partendo da un bianco , per proseguire dal più tipico e brusco dei loro rossi , fino ad arrivare a quello di selezione. Nonostante il costo delle bottiglie sia abbastanza elevato (€15 – 65) rispetto ai vini che si possono trovare in Spagna, gente da tutto il mondo viene alla loro bottega o in qualche enoteca per acquistare la produzione, poiché, queste bottiglie, non si trovano nei super mercati. Dopo una visita alla vigna dove abbiamo constatato che le piante nuove ( 20 anni) e quelle più vecchie ( oltre 100 anni) inoltrano le loro radici per circa una trentina di centimetri in un terreno roccioso, dove c’è pochissima acqua e rimangono di piccole proporzioni ( una cinquantina di centimetri al massimo), ci siamo spostati ad Escaladei, ( secondo una leggenda, una scala per DIO); questo paese distante una quindicina di chilometri, ospita un’altra famosa cantina che sorge vicina al monastero di monaci i quali, da sempre , monitorano la produzione. Il convento era ovviamente chiuso, essendo ormai sopraggiunta l’ora tarda e quindi, dopo una veloce occhiata, siamo andati a cenare in un paese vicino, prima di rientrare alla base.

Per giovedì 19 non abbiamo voluto fare programmi e abbiamo lasciato libere le nostre fantastiche “guide locali” ma, verso le 18 ,siamo andati con Bernie al ponte del Diablo, dove si trova un acquedotto romano, perfettamente restaurato, che è percorribile lungo la sua struttura o ai piedi dello stesso, camminando per i sentieri del parco che lo ospita. Bernie ha fatto qualche ripresa con il drone, potendolo così, osservare anche dall’alto e apprezzandone la fantastica architettura. Dopo la visita al sito abbiamo cenato al camping Las Palmeras, dove alloggia il nostro amico, scoprendo un ottimo ristorante.

Ed eccoci giunti al giorno 20 : sempre sole, mare, spiaggia ma, per la serata, siamo stati invitati a cena a casa di Nuria e Gaieta. Formaggi, salumi, humus, salsa di yogurt, guacamole, insalata di lanostinos e una specialità tipica della zona, una pasta tipo vermicelli corti, cotta nella pentola della paella, senza soffritto, nel brodo pesce, con gamberoni, accompagnata da ajoli , una specie di maionese al gusto di aglio.

Dopo la favolosa cena, verso le 22, mentre Bernie è tornato alla sua camera per fare la valigia e godersi un paio di ore davanti al mare, con un bicchiere di vino , per immortalare questa immagine da rimpiangere e consolarsi con il ricordo durante il prossimo inverno, noi siamo andati in centro città , presso la scuola dei castelli umani, quella alla quale appartiene il nostro amico, per assistere alle dimostrazioni e allenamenti della squadra ma, da una visuale fantastica. Entrati nella costruzione, che si apre su strada, siamo saliti su una balconata e, da questa posizione favorevole, abbiamo assistito alle varie figure che, un centinaio di persone, si alternavano a creare, salendosi in spalla fino a altezze impressionanti. Il vedere da vicinissimo ( un paio di metri) queste esecuzioni, ci ha fatto capire ed apprezzare lo sforzo ed il rigore che ci devono essere in tutta la squadra. Ogni componente della pigna umana, deve posizionarsi in un luogo preciso che viene memorizzato in una app della quale tutti usufruiscono, per memorizzare le figure al fine di ripeterle esattamente al momento richiesto

Una serata emozionante che ci ha permesso di assistere e meglio comprendere le dinamiche di come è possibile, per bambini di tenera età , scalare una montagna di uomini, arrampicandosi come scimmiette, fino a salire, senza paura, ad altezze vertiginose.

Dopo un caffè siamo andati tutti a nanna .

Luoghi di interesse: Festa di Santa Tecla Tarragona, porto , vigneti del Priorat , ponte del Diabl

Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): area servizio autostrada verso Barcellona

Reperibilita’ servizi (bar, ristoranti, camping): Sosta selvaggia in parcheggio lato spiaggia senza servizi

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