Il parco de Las Sierras de Cazorla Segura y la Villas

Data: 5 – 11 maggio 2018

Luogo di partenza: Cazorla

Luoghi intermedi: Parco di Cazorla Segura

Luogo di arrivo: Fiume Tus

Km percorsi: Km 38 + 36 + 30 + 45+ 77+ 30

Spesa giornaliera: € 1+6+0+18+0+205+9,20

Way points: panorama: N 37 56,811 W 2 56,477

Sentiero a piedi ( Cerrada de utrero ): N37 55,331 W 2 55,597

sosta notte ( castril): N37 55,303 W 2 55,836

Arroyo : N 37 56,879 W 2 55,250

Sosta notte (Arroyo): N 37 56,714 W 2 55,505

Torre de vinagre: N38 00,802 W 2 52,378

Sentiero a piedi (rio borrosa): N 38 00,881 W 2 51,857

Collaudo de almedral (animali): N 38 05,428 W 2 48,774

Sosta notte (Segura): N 38 17,770 W 2 39,062

Navalperal (sentiero): N38 19,160 W 2 34,555

Sosta notte (yeste): N 38 19,754 W 2 18,888

Yeste: N 38 22,147 W 2 19,307

Sosta notte (lago): N 38 24,336 W 2 15,051

Resoconto

L’esperienza del tour, all’interno del parco più grande di Spagna, è sicuramente interessante e offre opportunità di svago per qualsiasi visitatore.

Gli innumerevoli sentieri permettono , a chi ama passeggiare, di percorrere sterrati che conducono in luoghi magnifici ed esplorare paesaggi montani e collinari, di incredibile bellezza.

Il parco, si propone con aree leggermente più turistiche, a sud, divenendo sicuramente più selvaggio e meno esplorato dopo i villaggi di Hornes e Segura.

Partiti da Cazorla, la porta a sud del parco, abbiamo seguito la carretera Andalusa, la strada principale che si muove verso nord est , attraversando i villaggi di Vadillo Castril e Arroyo, dove abbiamo pernottato.

Nel parco, è vietato fermarsi fuori dalle strade asfaltate o sterrate per sostare per la notte; invece, ci si può parcheggiare nei centri abitati , senza dover, per forza, andare nei campeggi, sopratutto nei periodi di bassa stagione.

Scegliamo di cominciare la nostra esperienza di “camminatori” percorrendo un sentiero circolare, quello denominato Cerrada del Utrero, lungo meno di 2 km, ed il primo che si incontra lungo il nostro itinerario in truck. Il percorso non presenta grandi difficoltà e, in una quarantina di minuti, seguendo il percorso segnalato e protetto da corrimano in legno, nei punti strategici, quindi adatto anche ai bambini, si scende in una gola dove c’è un corso d’acqua e canyon spettacolari, per poi risalire, in mezzo ad un bosco , fino sulla strada , a pochi metri dall’inizio del sentiero.

Ma questa , è stata solo la prima delle nostre camminate infatti, nei giorni a seguire, superata Torre de Vinagre, dove un bel centro informazioni, illustra e fornisce utili depliant sulle varie aree del parco, oltre ad ospitare tre sale museo con animali imbalsamati e un giardino botanico, si può affrontare la passeggiata di Rio Borosa.

Noi, giunti in loco la mattina verso le 9,30, abbiamo intrapreso il sentiero che , facile e senza grandi pendenze, offre al visitatore, l’opportunità di godere della natura, senza fare troppa fatica e raggiungere Cerrada de Elias, una gola strettissima , il punto in cui, le due pareti rocciose contrapposte, sembrano volersi toccare.

Un corso d’acqua, segue parte del percorso ma , tramite alcuni ponticelli in legno, è possibile attraversarlo senza bagnarsi. Odino e la Niky hanno approfittato per nuotare nelle zone in cui , la corrente dell’acqua, era poca . Cammina, cammina, percorriamo i primi 4,5 km del tragitto di andata e , superato una passatoia che corre su un camminamento artificiale costruito sulla parete della roccia , decidiamo di proseguire ancora , per altri 4 chilometri, fino ad arrivare alla centrale elettrica. In questo punto, il sentiero agevole termina e lascia il posto ad una camminata decisamente più impegnativa che, dopo altri quattro chilometri di salita su pietre instabili, raggiunge due laghetti, passando vicino a belle cascatelle.

Per noi, questo ultimo tratto di passeggiata è troppo impegnativo e rinunciamo. Dopo aver mangiato due schiacciatine ( quelle comperate a Jaen), ci rimettiamo in marcia , percorrendo la strada a ritroso , con unica variante, la camminata sulla parete della roccia che sostituiamo con il giro della montagna, su sterrato in salita . Un paio di chilometri prima di arrivare al parcheggio però, le nuvole minacciose che erano apparse all’orizzonte, ci hanno scaricato addosso una pioggia incessante , bagnando tutti e quattro, umani e canidi, come pulcini!

Siamo fieri di noi : mai fatti più di 20 km in un giorno a piedi!

Sporchi di terra e bagnati, una volta saliti su HungryWheels , ci siamo fatti tutti una doccia e, allegramente, abbiamo ripreso il nostro tour automobilistico, fino a Collaudo de Almedral, dove si trova un parco di animali.

Non avendo altre opportunità, decidiamo di sostare nel parcheggio del parco anche se, non siamo certi si possa fare ma, essendo pomeriggio inoltrato e non essendo troppo visibili, contiamo sul fatto che nessuno ci dica nulla , fino al giorno seguente, quando riapriranno i battenti del parco ed effettueremo la visita .

Infatti, il mattino dopo , alle 10, siamo i primi turisti, insieme ad una famiglia di quattro persone, che saliamo sul trenino condotto da una guardia del parco, che ci illustra, lungo il percorso, quali sono le peculiarità degli animali che incontriamo , soprattutto in punti dove viene appositamente lasciato del cibo. Mufloni, cervi, stambecchi, caproni…animali giovani e più adulti accorrono, appena sentono il rumore del trenino, per poter approfittare del cibo che gli viene offerto e farsi fotografare dai visitatori. All’interno del parco, dopo il giro in trenino, che dura circa mezz’ora, è possibile salire a tre mirador . Al terzo mirador , raggiunto dopo un percorso a piedi di circa ottocento metri, un altra guida, ci accoglie insieme ai rapaci di cui si occupa, spiegandoci le differenze fra uno e l’altro magnifico uccello che , in questo luogo, è stato accolto in quanto ferito.

Tornati al truck, riprendiamo ancora il tour fino alla cittadina di Segura , dove parcheggiamo di fronte all’ufficio turistico. Un simpatico ragazzo di nome Dani, che parla molto bene italiano, ci dedica un po’ del suo tempo, per fornirci delucidazioni in merito al paese e alle strade che potremmo percorrere nella zona nord del parco.

Il castello di Segura è una delle attrattive del paese , insieme ai bagni arabi, aperti al pubblico, che è possibile ammirare senza problemi.

Sembra una maledizione ma, tutti i pomeriggi, anche se al mattino sembra essere sereno, arrivano repentinamente nuvoloni grigi , carichi di pioggia, che rende la temperatura esterna abbastanza fredda e ci impedisce di visitare i luoghi dove ci troviamo.

Anche a Segura arriva la pioggia , proprio mentre ci troviamo in cima al castello e, per evitare di bagnarci come il giorno precedente, ci ripariamo sotto un androne del castello che è , al momento chiuso.

Anche il giorno successivo, ci svegliamo e veniamo colpiti da un fenomeno curioso: guardando fuori dal finestrino, un mare di nuvole fitte, sotto di noi, copre interamente la valle , facendo spuntare solo il cocuzzolo delle montagne e le case di Segura che si trova abbarbicata su uno di questi; niente sole quindi, rimaniamo a Segura poiché il tempo è bruttissimo e, percorrere strade paesaggistiche con la pioggia, che si accinge ad arrivare, è un vero peccato.

Visto però che, in questo villaggio non c’è molto da visitare , al terzo giorno, anche se il cielo è sempre grigio, mettiamo in moto il truck e partiamo seguendo una strada sterrata che il ragazzo dell’ufficio turistico ci ha consigliato.

Montagne coperte di vegetazione, con rocce dalle forme aspre e curiose, sono i protagonisti della giornata che ci vede affrontare una nuova passeggiata, quella per raggiungere la cima del monte Navalperal. Si tratta di camminare per 7,5 km, su uno sterrato facile, ma in salita, che ci porta a superare 350 m. di dislivello fino a raggiungere la casa di sorveglianza , sulla cima del monte da dove si gode un panorama a trecentosessanta gradi sulla valle.

Faticoso forse più che percorrere i venti chilometri di qualche giorno prima, siamo comunque soddisfatti della passeggiata eseguita in poco più di due ore e mezza, con sosta per spuntino nel rifugio.

Il bello di effettuare queste escursioni fuori stagione, è di trovarsi da soli a confronto con la natura e di godere del silenzio, rotto solamente dal cinguettio degli uccelli o dal rumore delle campanelle di qualche capra che si arrampica sulla roccia.

Ripreso nuovamente il percorso in truck , immersi nella natura fatta di rocce grigie e verdi alberi , scorgiamo il corso del fiume , nelle vicinanze di Yeste.

Ci imbattiamo in un contadino che è rimasto bloccato con il suo trattorino sovraccarico di terra e, dopo averlo aiutato a superare la salita dal fiume fino alla strada , ci parcheggiamo per la notte, prima di raggiungere il centro abitato.

La visita di Yeste , non prevista inizialmente, ci fa scoprire un bel castello ristrutturato , al centro del villaggio. Con il modesto costo di tre euro a persona, pagato presso l’ufficio turistico che ci fornisce anche una piantina con vari percorsi di trekking, effettuabili nell’area limitrofa, è possibile visitare l’interno della costruzione risalente al XIV secolo e avere informazioni su armi , natura e ordini religiosi spagnoli di quel periodo.

Acquistato il pane , ci rimettiamo ancora una volta in viaggio e, percorsi alcuni chilometri, decidiamo di fermarci per il pranzo e fare delle riprese con il drone, vicino ad un lago formato da una diga, sul fiume Tus.

Potendo accedere alle rive del lago, senza restrizioni (non vediamo nessun divieto) abbiamo finalmente l’opportunità di far fare un bel bagno e nuotare ai nostri pelosi che, una volta scesi dal camper, si sono lanciati in acqua a giocare , ripescando i legnetti che Davide gli lancia controcorrente.

Decidiamo di fermarci qui per la notte.

Oggi c’è il sole e fa molto caldo per cui approfittiamo della sosta per rilassarci . Era da un po’ che non scrivevo il diario per cui, mi sono dedicata a farlo, per raccontare a tutti di quanto sia stata piacevole la nostra permanenza nel parco di Cazorla (nel centro della Spagna, sotto Madrid e nell’area a nord fra Almeria e Murcia ).

Ora sono le 17,30 e Odino mi reclama per fare un altro bagno !

Buona serata.

Luoghi di interesse: Parco naturalistico de Las sierras Cazorla, Segura y Villas.

Percorso in sintesi: Strada andalusa e sentieri

Condizione delle strade: asfalto, sterrato buono

Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): Poche in alcuni centri abitati

Reperibilita’ servizi (bar, ristoranti, camping): Soste selvagge no servizi solo in centro urbano ( vietata sosta notte nel parco, fuori dai nuclei abitati)

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