La strada dei monasteri: da Santes Creus a Vallbona de les Monges

Data: 20 febbraio 2018

Luogo di partenza: Santes Creus

Luoghi intermedi:

Luogo di arrivo: Vallona de las Monges

Km percorsi: Km 59

Spesa giornaliera: € 24,00

Way points: sosta notte ( vallbona): N 41 31,599 E 1 05,246

Resoconto

Avevamo deciso di percorrere la strada dei monasteri cistercensi che, in questa zona, annovera tre differenti edifici , il monastero di Santes Creus, disabitato; il monastero de Vallbona de les monges, ancora utilizzato dalle monache e quello di Poblet, che appartiene al Patrimonio dell’Unesco: oggi cominciamo con la visita del primo, acquistando pero’ un biglietto comulativo dei tre monasteri, valido un anno (€12)

Ripercorriamo la strada fatta ieri pomeriggio, dal parcheggio al monastero, apprezzando nuovamente la corte con la grande piazza che si estende davanti alla chiesa e cominciamo la visita, muniti di audio guida in italiano, compresa nel costo del biglietto.

Sin dai primi passi all’interno del complesso, camminando nel primo chiostro in arenaria, veniamo colpiti dalla bellezza e semplicità di questo luogo che ha ospitato per secoli, fino a 160 anni fa, i monaci che obbedivano alla regola dei cistercensi.

Semplicità , castità e povertà uniti al lavoro dei campi e alla scrittura dei manoscritti era ciò che professavano i seguaci dell’ordine che, fra queste mura, vivevano nel silenzio e nella preghiera.

Durante la visita con l’audio guida , è possibile passeggiare nei vari luoghi che , perfettamente restaurati, ci hanno fatto comprendere come trascorrevano le ore del giorno e della notte, questi monaci, prendendo parte alle funzioni per nove volte al giorno; lavoravano i campi, cucinavano il cibo nella grande cucina e poi si riunivano a consumare i pasti, in un enorme refettorio dove, in silenzio, ascoltavano la lettura dei sacri testi.

Dormivano inizialmente tutti insieme, in un ampio salone, sdraiati a terra su pagliericci; fra due monaci giovani c’era sempre uno anziano . Più avanti vennero invece create, in questa grande sala dormitorio, delle celle. Esistevano anche le camere per i conti-re che si recavano al monastero.

La torre del campanile, all’epoca, segnava le ore e richiamava i religiosi alle funzioni che si svolgevano nella grande chiesa, primo edificio ad essere stato eretto, a partire dalla fine del 1100. Nella chiesa, in stile gotico francese, si trovano i resti del re dell’epoca e della sua amata consorte , Blanca d’Anjoy morta di decimo parto all’età di ventisette anni! Un rosone decorato con vetri policromi , apprezzabile dalla zona esterna dove si trova il cimitero, illumina il nuovo altare in stile barocco.

Un secondo chiostro che si raggiunge attraverso un corridoio adibito a parlatorio, permetteva l’accesso ai locali descritti sopra.

Potrei scrivere per ore in merito alla bellezza di questo monastero , reso ulteriormente interessante, da un filmato multimediale , in varie lingue in base agli orari, al quale abbiamo assistito in italiano ( lo hanno fatto partire apposta per noi , visto che eravamo gli unici visitatori del monastero) durante il quale, un narratore dalla voce calda e sensuale, racconta particolari della vita e delle usanze dell’epoca mentre immagini suggestive vengono proiettate su teli che , all’occorrenza, si muovono scoprendo ambientazioni create con utensili o oggetti posizionati a rappresentare ambienti del monastero quali la libreria, il fienile, la sala da pranzo ecc.

Il monastero prende il nome dalle terre sulle quali è sorto, che venivano chiamate così poiché i contadini del XII sec. avevano posizionato delle croci dove avevano visto delle luci, che secondo loro, apparivano misteriosamente. Quando vennero donate queste terre ai monaci , essi decisero di lasciare questo nome al monastero.

Abbiamo trascorso piacevolmente quasi tre ore alla scoperta di questo luogo sacro, ascoltando le descrizioni dell’audioguida , senza annoiarci un attimo, scattando foto e facendo video che non mancheremo di proporvi, appena possibile ma , raccomandiamo a chiunque sia in zona, di non perdersi la visita di questa location.

Rientrati su HungryWheels abbiamo pranzato le 14 e poi ci siamo spostati nella cittadina del secondo monastero, che visiteremo domani, seguendo, per una parte dei 59 chilometri che separano il primo dal secondo luogo, una strada secondaria , a causa di lavori sulla principale, ma che ci ha permesso di apprezzare vedute mozzafiato , del paesaggio rurale di questa zona.

Giunti a Vallbona, ci siamo fermati nel parcheggio per camper e autobus, appena fuori dal centro che ha anche l’acqua, e siamo andati a fare un giro in paese con i pelosi.

Non c’era anima viva, tutto era chiuso e l’unica persona che abbiamo incontrato , ci ha detto che non ci sono negozi aperti in questa stagione, neppure l’opificio delle monache del 1917, che apre solo la domenica.

Non fa freddo , ci sono circa 12 gradi, ma l’aria è frizzante alle 18 e mentre Davide fa giocare Odino in un campo giochi recintato, io e Niky torniamo sul truck , a scrivere questo resoconto.

A pranzo ho preparato una zuppa con lenticchie leggermente speziate e , questa sera, pollo al limone e contorno di patate in padella: dieta si, ma con gusto !

Luoghi di interesse: monastero de Santes Creus , monastero de Vallona de les monges

Percorso in sintesi: Strade statali

Condizione delle strade: Buone piccola parte su secondaria in sterrato

Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): Assente

Reperibilita’ servizi (bar, ristoranti, camping): Area sosta in parcheggio gratis con scarico e acqua

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