Barcellona

Data: 17 – 20 gennaio 2015
Luogo di partenza: Paretz del Valles
Luoghi intermedi: –
Luogo di arrivo: Barcellona
Km percorsi: km 39
Spesa giornaliera: euro (96,00+140+37,50+103,50) = 377,00
Way points: area sosta (barcellona): N 41 25,536 E 2 12,336

Resoconto
Premessa: questo resoconto viene scritto a posteriori, il giorno della partenza , per mancanza di tempo. Mi scuso per i lettori che hanno sofferto per la nostra assenza e mi auguro siate ancora curiosi in merito alla nostra visita di Barcellona, visto che il report risulta un po’ lungo! Buona lettura .

L’esperienza a Barcellona e’ stata da subito elettrizzante: abbiamo cominciato con la ricerca di una area di sosta (qui sono tutte a pagamento) , dirigendoci subito ad una praticamente attaccata alla Sagrada Famiglia, in calle del consejo de ciento(sm encants vells) che costava €20 ma, nell’arco di un’anno, data dell’ultima recensione, al suo posto, e’ sorto un palazzo, tutt’ora in costruzione. Superato il primo sconforto, abbiamo visto che, a circa un chilometro e mezzo, vi era una differente area di sosta; certo, costava 30€, ma poteva andare. Giunti in carrer sancho de avila (llacuna) , siamo stati “cacciati” perche’ il parcheggio era piccolo (no vero) e noi , grandi. Il parcheggiatore ci ha detto di andare in zona forum, vicino al mare, in ronda del litoral (park and ride p. Forum) dove vengono mandati i camper grandi o i camion. Arrivati a questa nuova area , il parcheggiatore , vedendo il truck, ci ha chiesto 50€ , la tariffa dei camion e non quella dei camper . Questa volta siamo stati noi a non accettare, anche perche’ , secondo me, voleva intascarsi lui i venti eurini di differenza. Avevamo un’ ultima risorsa , in rambla guipuzcoa, a circa un chilometro e mezzo dal “suppostone” la torre tutta colorata , uno dei simboli di Barcellona. Fortunatamente, questa area di sosta a €30 , ci ha riconosciuti come camper e ci ha fatto sistemare. Il parcheggio , ampio e pulito, era quasi vuoto e attrezzato con cucina, acqua e servizi e wi-fi gratis. Bhe , alla fine ci e’ andata bene! Peccato che abbiamo buttato tutta la mattina x sistemarci , pur essendo partiti alle 8,30. Una volta a posto, preso il quad , ci siamo diretti immediatamente verso la Sagrada Familia ma, essendo sabato, una coda di turisti lunga almeno 200 mt, ci ha fatto desistere e decidere di comperare i biglietti on-line. Senza perderci d’animo , ci siamo orientati verso il passeig de Gracia, per vedere ,dall’esterno, la Pedrera, una delle case progettate da Gaudi’ . Procedendo lungo la stessa strada, siamo giunti a casa Batllo’ che sorge a fianco a casa Amatler. Prima di entrare pero’, colti da fame irrefrenabile, ci siamo guardati alle spalle e abbiamo visto un Mc Donald anche se, l’insegna di Tapas Tapas, allocato a fianco al fast food, ci ha rapito l’attenzione . A dir il vero, io non avevo resistito e gia’ prima di andare alla Sagrada Familia mi ero divorata un Kebab, pertanto , solo Davide , ha ordinato una tapas (torta di patate con formaggio e prosciutto serrano) e una birra. Acquistati i biglietti per la casa Batllo’, siamo entrati ma, non prima di averla osservata da fuori, con grande curiosita’, identificando subito le forme simboliche che associano il suo tetto, alla schiena di un drago, la sagoma dei suoi balconi alle maschere di carnevale , e i serramenti della finestra del primo piano a delle ossa “fiorite”. I colori , che le piastrelle vetrificate donano alla facciata, esprimono grande solarita’ e lucentezza e i camini dalle forme stravaganti la rendono indiscutibilmente affascinante.Nell’interno , nelle diverse sale, lungo la scalinata, e sul terrazzo, si riscopre la genialita’ di Gaudi’, con la progettazione delle zone e di particolari che stupiscono e lasciano a bocca aperta. La luce, per l’architetto che progetto’ questo capolavoro di inizio secolo, era fondamentale e quindi ,ogni ambiente ha soluzioni interessantissime per esaltare la luminosita’ e i colori. Le forme , sempre sinuose e arrotondate, donano movimento agli ambienti, ricordando le onde e le piastrelle, sui toni dell’azzurro, insieme ai soffitti a spirale, fanno sempre riferimento, in tutti i particolari comprese le maniglie e i serramenti, al mare . Molto suggestiva ed invitante la terrazza e particolari i locali della lavanderia posti all’ultimo piano e caratterizzati dalla soluzione costruttiva delle volte , che ritroviamo continuamente nelle opere di Gaudi. Incredibile il tetto, tripudio di pinnacoli dalle forme assurde che radunano i comignoli dei camini, colorati da mille mattonelle spezzettate e mescolate nei colori. Ci siamo innamorati della stravagante genialita’ di questo architetto che divenne simbolo del modernismo in Spagna fra la fine dell’800 e il primo ventennio del nuovo secolo. Per concludere il pomeriggio, abbiamo fatto un salto nella zona del Barri Gotic, il centro storico pedonale, per visitare la Cattedrale e il chiostro dove era allestito ancora un presepe e abbiamo conosciuto le sue perenni oche che da generazioni sono ospiti della fontana. Abbiamo camminato fino in placa de Sant Jaume, osservando dall’esterno il maestoso palazzo de la Generalitat. Affacciatici sulla Rambla, ormai era buio e siamo tornati al truck , concludendo la prima giornata di visita , entusiasti e curiosi per quanto ancora c’era da scoprire.
La mattina successiva, alzati di buon ora, siamo partiti dalla visita della zona del litorale di port Olimpic, scoprendo una citta’ diversa, moderna, fatta di grandi palazzi in vetro che, seppure siamo alti grattacieli, non sfigurano sulle spiagge della citta’. Abbiamo percorso tutta la strada che costeggia il mare fino ad arrivare vicini alla Barcelloneta e a Port Vell, dove abbiamo camminato un po’ a piedi, approfittando di bancarelle di prodotti alimentari, per comperare dei salamini speziati ,che ci gusteremo strada facendo. Ci siamo portati una baguette e dell’affettato che optiamo di andare a consumare, sulla collina del Montjuc, gustandoci, oltre al cibo, anche un panorama favoloso sulla citta’. Questa zona e’ caratterizzata dalle attrezzature olimpiche costruite nel ’92 ma anche dal palazzo che ospita il museo nazionale di arte della catalogna, che fu edificato nel ’29 . Per giungere fino a questa zona, siamo passati da piazza di Spagna e osservato il mirador di Colombo, dove si puo’ salire con un ascensore, fino a 60 mt (Bellissima la vista sulle fontane e il panorama dall’ alto ,dall’ingresso del museo nazionale). Sulla collina del Montjuc si potrebbe passeggiare per intere giornate, godendo della bellezza dei suoi giardini o osservando la citta’ dalle mura del Castello, posizionate sul culmine del promontorio, con la vista sull’immenso porto commerciale della citta’. Ci sarebbe da visitare la fondazione Miro’ ,ma ormai il pomeriggio e’ inoltrato e servirebbero ore per apprezzare le opere di questo artista. Ci rinunciamo. Preferiamo tornare verso il centro e percorrere l’intero tratto della Rambla, dal mare fino alla piazza Catalunya, calpestando il mosaico di Miro’ ,a meta’ della strada pedonale e apprezzando la grandezza della piazza, prima di tornare indietro , sui nostri passi. Entrambi i giorni, non potevamo non passare vicino al mastodontico Suppostone colorato, la torre Agbar, che abbiamo fotografato, piu’ volte, tornando al truck.
La terza giornata, il lunedi, piove! Noi avevamo comperato i biglietti on line per la Sagrada Familia e per la torre ma, una volta giunti alla chiesa, tutti vestiti da pioggia visto che usiamo sempre il quad, abbiamo scoperto che non era possibile salire sulla torre e che ci avrebbero restituito la differenza economica in qualche giorno. Superata l’iniziale disapprovazione, siamo entrati nella cattedrale che avevamo gia’ osservato centinaia di volte, dall’esterno. Seguendo l’audio guida , abbiamo scoperto tutta la storia di questa opera indescrivibile, di una bellezza rara, scoprendo il significato del progetto di Gaudi’ ed apprezzando le forme dei pilastri che ricordano gli alberi di un bosco e la luce delle vetrate che con i toni del rosso, del giallo del verde e del blu, simboleggiano i temi del sole, dell’acqua e del cielo facendo riferimento alle diverse facciate (della Passione e della Nativita’). La audioguida spiega anche il simbolismo delle statue esterne e che, sebbene la chiesa non e’ tutt’oggi finita, Gaudi’ lascio’ precise istruzioni ai posteri , per continuare la sua opera.; interessante anche il museo e la scuola per i figli degli operai. Non posso dirvi di piu’ di questa opera se non che, almeno una volta nella vita, bisognerebbe vederla ! Noi ci siamo appuntati di tornarci, magari fra una ventina di anni, quando sara’ finita…. (forse)….
La giornata continua a proporre pioggia nonostante le previsioni del tempo su sky prevedevano sole pieno, quindi , essendo le 14, torniamo al truck e dopo pranzo, ci abbiocchiamo un po’ , per essere in forze per la cena. Questa sera ritroveremo i nostri amici, Emanuele ed Ely con Eric ed Edo, conosciuti a Carcassone, che ci seguono su fb , per andare a cena fuori. Volevamo andare a mangiare una Paella ma, alla fine, abbiamo optato per recarci in piazza Real, in un locale molto alternativo chiamato Ocean , a mangiare Tapas, facendo le ore piccole , in splendida compagnia.
La nostra idea iniziale era di partire il giorno successivo ma, causa la pioggia, non siamo riusciti a visitare parc Guell e, come andarsene perdendo questo ennesimo capolavoro del nostro architetto preferito? Al mattino del martedi’ , fortunatamente non piove ma il tempo non e’ dei migliori. Con il quad ci rechiamo come prima cosa in piazza della Catalonya, nell’ Apple Store, per chiedere se possono sostituire la batteria del computer che usa Davide ma, scopriamo che il primo appuntamento disponibile e’ dopo una settimana(!) . Un po’ scocciati , ci tiriamo su il morale andando a visitare,la zona del Barri Gotic, e a fare un giro a piedi , tornando a Vedere la piazza Real, la piazza del Pi e la sua chiesa , con il rosone piu’ grande del mondo ( cosi dicono); proseguiamo con Palazzo Guell ,che pero’ non e’ visitabile. Andiamo anche a scoprire il mercato coperto di santa Caterina (ieri avevamo gia’ visitato’ lungo la Rambla, la Boqueria), deliziandoci con la vista del tetto colorato a onde della costruzione e con i piccoli stand che vendono generi alimentari di ogni tipo, all’interno. Acquistiamo carne per fare il sugo “terrone” come lo chiamo io ( con la salsiccia, gli involtini e le costine) da un simpatico macellaio che’ quando gli chiedo della carne trita, mi fa un battuto di carne fresca, magrissima, tutto a mano. Usciti dal mercato, comperato il pane, ci siamo diretti verso il truck per pranzare con la carne trita cruda . Nel pomeriggio , senza sosta, ci rechiamo al parc Guell a visitare questo luogo che doveva essere una zona residenziale ma che, non avendo avuto grande successo, divenne un parco cittadino. Il biglietto da diritto a visitare la zona centrale del lotto, quello con le strutture moderniste di Gaudi’ e dei suoi allievi, mentre, alle zone del parco circostante, si puo’ accedere , fino alle 22, gratis. Anche questo giardino riconferma la genialita’ dell’artista: la casa del custode e l’adiacente costruzione che fungeva da sala di attesa, nel solito stile gaudiano, sono una delizia . La maestosa scalinata , posta di fronte alle due costruzioni , porta i turisti in una zona piu’ elevata , passando vicino alle statue del draghetto (fotografatissima dai jappo) e del cane dalle quali sgorga l’acqua piovana, raccolta da una cisterna grazie ad un sistema di acquedotti soprastanti. La zona soprastante assomiglia ad un tempio ornato da colonne oblique che sorreggono la piazza sulla quale si svolgono manifestazioni. Salendo ancora di livello infatti, si scopre questa grande spianata circondata da una panchina dalla forma ondulata che corre lungo il perimetro , fungendo da seduta ma anche da balaustra . Da qui , si puo’ ammirare un bel panorama su Barcellona e , nelle giornate serene , godere della meravigliosa vista, durante eventi estivi. Percorriamo tutto il parco seguendo la piantina che ci e’ stata fornita all’ingresso e proseguiamo la visita scendendo lentamente, tramite il patio della lavandaia , chiamato cosi’ per la presenza di una statua che ricorda una donna che va a fare il bucato. Il percorso e’ circolare e riporta alle due costruzioni del punto di ingresso (anzi di uscita ) che approfittiamo di visitare , seguendo con attenzione tutte le presentazioni multimediali offerte al loro interno. Prima di andarcene, facciamo un giro anche nella zona esterna del parco ma l’illuminazione non e’ eccezionale ed essendo ormai buio, usciamo. Non siamo vicini al truck e quindi ci mettiamo un po’ a tornare ma, una volta giunti a casa, ci dedichiamo ad internet: il parcheggio offre internet free e ne approfittiamo per scaricare resoconti bancari e altre cose di contabilita’ visto che , con la nostra ricaricabile, finiamo sempre per esaurire il credito. Ceniamo alle 22,30 con una lasagna della Maria e poi a nanna , domani si parte.

Luoghi di interesse: primo gg:casa Pedrera, casa Batllo’; Cattedrale; via Diagonal;
secondo gg: la barcelloneta, Port vell, Lungomare; la Rambla e pzza Catalunja; zona di Montjuc; torre Agbar.
terzo gg: Sagrada Familia ; la Boqueria; plaza Real
quarto gg: plaza del pi, palazzo Guell, la rambla, mercato Santa Caterina, Parc Guell

Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita’ servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:

– Posted using BlogPress from my iPad

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