Tinerhir – verso il Dades

Data: 31 marzo 2014
Luogo di partenza: Tinerhir
Luoghi intermedi: gole todrha, Ait-Hani,Agoudal
Luogo di arrivo: sosta per la notte:N31 53,546 W 5 40,973
Km percorsi: Km 111
Spesa giornaliera: 0
Way points: gole todrha: N 31 34,775 W 5 35,072
camping: N 31 40,014 W 5 33,158
sosta pranzo: N 31 59,361 W 5 31,067
sosta per la notte: N 31 53,546 W 5 40,973

Resoconto
Non e’ facile salutare tutta la famiglia di Abdul e Hamid: prima la mamma con Layla, poi l’altra sorella, alla fine Hamid, il papa’ e Abdul perche’, gli altri, non li abbiamo visti . Promettiamo di ripassare a trovarli e di scrivergli e, verso le 10, partiamo. Ripercorriamo la strada verso nord che passa le gole del Todrha che abbiamo gia’ visitato ieri, comodamente con il quad. Ci sono meno bancarelle rispetto a ieri che era domenica e anche un po’ meno turisti ma , comunque, rimane una fra le piu’ frequentate attrazioni paesaggistiche. Superate le gole, senza fermarci, continuiamo a percorrere la strada asfaltata, comoda e scorrevole verso nord. Il paesaggio merita decisamente di affrontarla perche’ le montagne, tutt’intorno, prendono forme e colori molto variegati. Come di consueto, filmiamo la maggior parte del percorso con le telecamere del truck . Verso la meta’ della strada fra l’imbocco delle gole e Agoudal, cittadina dove la nostra direzione mutera’ verso sud ovest, esiste una strada che taglia perpendicolarmente quella che stiamo percorrendo e quella che andremo a prendere piu’ avanti. Si tratta di uno sterrato che attraversa le montagne, a detta della popolazione del luogo, abbastanza impegnativo, che accorcia decisamente la strada per chi, visitate le gole del Todrha , desidera passare sull’altra strada e vedere quelle del Dades, accorciando di molti chilometri il tragitto che invece abbiamo deciso di percorrere noi. Per imboccare questa scorciatoia , dalla strada che stiamo affrontando, ci sono due ingressi che si incontrano e sono entrambi indicati, sulla strada, da cartelli, scritti a mano, indicanti “pista dades”. Noi continuiamo con il nostro itinerario. Ci siamo imposti, come tempo massimo per effettuare tutto il percorso, due giorni ma, il primo tratto asfaltato corre veloce e senza problemi, offrendo sempre la vista delle montagne a volte scure, altre tinte di rosa e rosso, per i minerali contenuti al loro interno. Si tratta di montagne molto alte perché , la strada, supera i 2600 mt, in alcuni tratti. All’altezza degli imbocchi della scorciatoia, ci sono diverse strutture alberghiere, ristoranti e camping e si attraversano piccoli agglomerati edilizi, tipicamente berberi. Giunti a Agoudal, dove abbandoniamo la strada asfaltata che conduce a Imilchil, comincia il tratto verso le gole del Dades . Si tratta di una pista sterrata in quota, di terra battuta, sufficiente a far passare una macchina anche se, nella parte iniziale, corre in una pianura dove e’ possibile uscire dalla traccia. La strada e’ una sola, senza deviazioni e molto ben segnata quindi , non si puo’ sbagliare. Incontriamo lungo il tragitto, alcune case berbere con qualche pastore e le pecore. Sempre gentili, ci salutano e ci chiedono al massimo se abbiamo da fumare o da bere. Alcuni bambini scalzi corrono incontro a noi, sulla ghiaia e mi dispiaccio di avere solo delle caramelle e non un paio di scarpe da lasciare loro.
Verso le 13 facciamo una pausa pranzo in uno slargo, dopo il villaggio e, mentre ci stiamo preparando il caffe’ , giungono un gruppo di 4 motociclisti spagnoli, ai quali offriamo di condividere la bevanda. Ovviamente , felici, accettano : un buon caffe’ caldo quando hai percorso strade come queste, in quota, col freddo…non ha veramente prezzo. Preparo, per uno di loro, un cappuccino e lui, estasiato, non finisce di ringraziarmi, anzi fotografa anche la tazza e promette di inviarci lo scatto. Conclusa per tutti la sosta, ripartiamo. Gli spagnoli ci hanno avvisato che , piu’ avanti la strada e’ in costa e presenta alcuni tratti stretti, con neve e fango. Fino a questo momento, la pista non ha rappresentato un problema perche’ non abbiamo viaggiato con dirupi da un lato nonostante godessimo di panorami mozzafiato. Purtroppo, ben presto, scopriamo che la situazione sta per cambiare , quantomeno per la percorribilita’ , con un truck, di questa pista che, con un fuoristrada, puo’ ricordare l’emozione di percorrere la “via del sale” in liguria. Gli ampi spazi a fianco della pista cominciano a diminuire sempre di piu’ fino a quando ci troviamo a percorrere un sentiero che sale, sale sempre di piu’ , senza nessuna protezione e, dove a destra hai la montagna e a sinistra lo strapiombo. Chi soffre di vertigini, a questo punto, avrebbe cominciato a non sentirsi a proprio agio e, se non avessimo gia’ fatto scuola, nei percorsi effettuati con amici del club ligure 4WDPromotion (a proposito,vi voglio bene e ci mancate!), saremmo decisamente entrati in crisi. Quando le ruote a destra del truck, cominciano a calpestare i sassi a monte per cercare di avere piu’ spazio possibile e il mezzo sobbalza in maniera preoccupante , dondolando anche se hai una marcia ridotta innestata e i segni dei pneumatici delle ruote a valle, distano pochi centimetri dal ciglio del dirupo…bhe, le ginocchia cominciano un po’ a tremare. Il mio compito e’ di guardare che non ci siano sassi dove passano le ruote mentre Davide, alla guida, cura la strada davanti e gli specchi per assicurarsi che le gomme posteriori rimangano nella carreggiata. Finalmente arriviamo dove c’e’ uno slargo sufficiente per poterci fermare: un vero colpo di fortuna perche’ proprio in questo frangente arrivano due Land di inglesi dietro di noi e un fuoristrada con la cellula, in senso inverso ! Pazzesco, fino ad ora non avevamo ancora incrociato nessuno. Lasciamo passare tutti i veicoli che procedono piu’ veloci di noi , ci prendiamo qualche secondo per rilassarci dallo stress di affrontare strade cosi’ impegnative con il truck e poi, proseguiamo per il nostro cammino. Meglio compiere ancora qualche chilometro, visto che l’andatura e’ estremamente lenta e c’e’ ancora luce. Davide che guida, non puo’ vedere che , sulla carta che ho sul monitor davanti a me, la strada, piu’ avanti, segna alcuni tornanti. Non vi nego che sono un po’ preoccupata ma…indietro non si torna! Sono le 17 e fuori la temperatura scende decisamente. Abbiamo affrontato alcuni tratti dove c’erano circa 20 centimetri di neve sulla pista e alcuni tratti dove , la neve , che si e’ sciolta, ha lasciato il posto all’ancor piu’ insidioso fango. Le tracce dei pneumatici del camion , con le sue 12 tonnellate, sono ben evidenti sul terreno e Davide che comincia ad essere stanco a causa della tensione, dice che sente un po’ scivolare il mezzo, anche se poi , ammette che forse, e’ solo una sensazione ma, sapete, quando da un lato c’e’ il nulla….cominci decisamente a temere per la tua incolumita’. Provo a fare con mio marito cio’ che faccio sempre quando ho un alunno’ di un corso fif, in macchina con me: lo rassicuro dicendo che sta guidando benissssssimo, con voce calma e suadente, anche se mi sto cag…sotto! Finalmente ci appare uno slargo segnalato da un cippo e decidiamo che e’ giunto il momento di fermarci per la notte. Sono le 17,30 ma sicuramente non vogliamo affrontare il tratto con i tornanti, che vedo in mappa, senza luce, quindi ci sistemiamo in questo punto, mettiamo dei sassi per pareggiare la cellula e giriamo la chiave su off. Il truck pero’ non e’ perfettamente in piano ma pende un po’ da un lato e, quando provo ad aprire il frigo per prendere da bere, la confezione delle uova, che aveva una posizione instabile, si apre lasciando cadere, una dopo l’altra , con effetto a rallentatore, cinque delle sei uova contenute al suo interno, tutte sul tappeto nuovo! Presa da raptus di incazzatura prendo l’ultimo uovo residuo e la scatola che lo contiene e lancio, anche quello, per completare l’opera ! I gusci rotti in piu’ pezzi lasciano uscire i tuorli gialli che, alcuni sani altri rotti, si allargano sul kilim mentre l’albume gelatinoso si allarga, viscido , inondando il tappeto con la sua consistenza flaccida e trasparente. Rimango basita, immobile , senza sapere esattamente cosa fare. Davide interviene cercando di raccogliere quella poltiglia sguisciolenta con un coltello per la carne, rompendo i pochi tuorli ancora integri che, gocciolanti e fluidi, colorano di giallo-arancio nuovi angoli del tappeto. Usiamo una ciotola per raccogliere gusci , tuorli e albume che i cani divorano ghiottissimi, incuranti del fatto che siano caduti per terra e noi, tamponiamo con uno straccio imbevuto di acqua, l’intera superficie del tappeto macchiato. Davide prova anche a dire che , dopo questa azione riparatrice, i colori del tappeto sembrano ravvivati, ma poi, guardando la mia espressione , si corregge aggiungendo la frase, -“forse perche’ e’ bagnato”!-. Decisamente , il truck era in pendenza, ma non e’ colpa di nessuno, comunque mi sono sentita un po’ stupida perche’ mi sono limitata a guardare le uova cadere senza neppure tentare di afferrarle! Va beh, che dire, domani sara’ una giornata interessante: sapremo se, una volta asciutto, e’ bastata l’acqua a pulire il tappeto e se riusciremo con HW, a superare i tornanti che incontreremo sulla nostra strada.
Leggeteci domani, per scoprirlo!
Ps: qui, nel nulla piu’ totale…..abbiamo la connessione internet!

Luoghi di interesse: paesaggio
Percorso in sintesi: strada a nord verso Imilchil fino a Agoudal poi verso sud ovest verso gole Dades
Condizione delle strade: primo tratto verso nord asfalto in buono stato una corsia per senso marcia normale. Secondo tratto verso sud ovest pista sterrata battuta stretta con ampi spazi piani seguito da zona montana dove lo sterrato e’ coperto di neve o fango molto stretto per camion con pochissime zone di slargo
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita’ servizi (bar, ristoranti, camping): presenti lungo la strada nel primo tratto
Indirizzi utili:-

– Posted using BlogPress from my iPad

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