Sosta oasi afella

Data: 23 – 24 febbraio 2014
Luogo di partenza: sosta oasi Afella
Luoghi intermedi: Timguilcht gole, Tlata Tasrirte, Ait Monsour gole (quad)
miniere Akka e strada a sud x incisioni rupestri Ukas (quad)
Luogo di arrivo: –
Km percorsi: km 50 – km 40
Spesa giornaliera: 0
Way points:

Resoconto
Quando abbiamo deciso di fermarci qui, poco prima dell’oasi di Afella, lo abbiamo fatto a ragion veduta. La nostra intenzione era quella di perlustrare la zona con il quad e lasciare parcheggiato in un’area comoda, il truck. Trovata per puro caso questa location e scoperto che internet funzionava benissimo, non abbiamo avuto ripensamenti e abbiamo proseguito nel nostro intento, prendendoci anche dei momenti di relax sotto il sole o dei sonnellini pomeridiani.
Tutto intorno a noi non c’e’ nulla e, in due giorni, sono passate di qui 4 persone, pastori con relativi animali.
Ieri abbiamo dedicato la mattinata ad un giro ad anello indicato nella guida, alla ricerca di panorami suggestivi che, non ci hanno deluso. Non ci sono grandi indicazioni in quest’area, salvo scritte su pietre ad indicare le direzioni per le citta limitrofe, ai due incroci principali. Fortunatamente avendo il gps portatile, non ci siamo persi ma, non essendo cartografico, avevamo sempre il dubbio di aver preso sentieri errati, almeno fino all’arrivo ad un incrocio principale. Il percorso ad anello di circa 50 km ci ha portato a vedere le gole di Timguilcht e quelle di Ait Monsour. I colori e i panorami decisamente interessanti hanno rappresentato i momenti di sosta di una sfrenata corsa in quad su terreni sterrati ed, in alcuni tratti (i 15 km finali) asfaltati.
Tutt’intorno sono montagne colorate e frastagliate. I sassi che da vicino sembrano macigni ordinati da una forza superiore a disegnare forme particolari, da lontano formano onde variopinte dei toni dell’ocra e del marrone. La vegetazione, scarsa, e’ rappresentata da piante grasse e qualche albero di argan e mimosa che crescono nel letto di quello che doveva essere un fiume, oggi totalmente seccato. In giro si vedono anche i segni di cascate che hanno disegnato sulle rocce, le orme della loro caduta. Ora tutto e’ asciutto ma, usando l’immaginazione, quando qui c’era l’acqua, il paesaggio doveva essere ancora piu’ bello. Alla fine del giro, attraversiamo la vera e propria oasi, dove uno stagno e delle palme, rendono verde e rigoglioso il paesaggio. Ci sono delle case nella roccia, costruite con i sassi e fango, a secco, quasi o parzialmente crollate. In lontananza scorgiamo uno Ksar abbandonato, ma con i muri perimetrali ancora intatti. Le persone salutano al nostro passaggio con sorrisi timidi e un cenno della mano. Nel pomeriggio la pigrizia e il bel sole mi chiama come le sirene fecero con Ulisse e io, non so resistere, rubo spazio sullo straccio dei cani e mi sdraio a terra con loro.
-“Quando torniamo devo comperare un lettino, assolutamente! “- . Questo e’ il pensiero quando le folate di venticello mi investono con una nuvola di polvere e sabbia. Niky e Hogan non ci fanno caso, anzi, sembra che gli piaccia rotolarsi nella sabbia tiepida. Subito giunge la sera, verso le 18 il sole tramonta e noi rientriamo nel truck a preparare la cena in attesa del giorno successivo.
Questa mattina, pigramente, ci alziamo una mezzoretta piu’ tardi e facciamo un giro veloce, prima di pranzo per andare a vedere le miniere di Akka a circa 12 km da noi. La strada e’ in salita e raggiunti i 1300 mt., giungiamo al culmine della strada asfaltata, e, dopo aver scollinato , si apre una vista incredibile della pianura sottostante. E’ una conca, molto vasta , ma completamente circondata dalle montagne, come un catino. In lontananza si vedono le miniere ma decidiamo di non andare fino li e, filmato il panorama, torniamo indietro al truck per pranzo. Davide ha dormito male questa notte e quindi, si appisola. Anche i due cagnacci fanno lo stesso e io rimango l’unica sveglia. Russa uno, russa l’altro, alla fine mi appisolo anche io . Unico problema e’ che, per me, un pisolino, dura dalle due alle tre ore ! Mi sveglio alle quattro e, bella arzilla, propongo di fare un altro giro in quad, alla ricerca di incisioni rupestri su una strada, a sud della nostra posizione. Ovviamente andiamo alla cieca, sappiamo solo che dovrebbero essere a circa 12 km da noi ….infatti non troviamo le incisioni rupestri ma una bellissima gola con una cascata. Non c’era acqua ma solo due pozze a due livelli diversi che stavano ad indicare dove si ferma l’acqua della cascata.
Siamo partiti tardi e la ricerca delle incisioni, come se fossero dei punti cap, ci ha rubato molto tempo, ma la corsa in quad, sullo sterrato pietroso, e’ stata emozionante . Rientriamo che ormai e’ quasi buio e si e’ alzato un vento freddo. Davide posiziona il quad sulla pedana: domani ci spostiamo a Tafrout per visitare la zona piu’ a nord nei prossimi due giorni, prima del ricongiungimento con Enzo e sua moglie, nei pressi di Tata, previsto per il 28 mattina.
Ora,mentre ci godiamo il silenzio di questo bellissimo posto, vi auguriamo buon appetito !

Luoghi di interesse: panorami
Percorso in sintesi: strade panoramiche primo giorno a circuito, secondo due direzioni.
Condizione delle strade: asfaltate e sterrate da quad
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nessuna
Reperibilita’ servizi (bar, ristoranti, camping): nessuno
Indirizzi utili:

– Posted using BlogPress from my iPad

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